Concetto

Il test di Turing chiede se una macchina riesce a farsi passare per un essere umano. L'Imitatore gira la domanda: qui è un'intelligenza artificiale a cercare di farsi passare per una macchina, e per la più semplice e rigorosa che conosciamo, una macchina di Turing.

Una macchina di Turing non interpreta. Legge il simbolo sotto la testina, consulta una tabella, scrive, si sposta di una cella e cambia stato. Un modello linguistico funziona in un altro modo: produce la continuazione più plausibile di quello che ha davanti. Nell'installazione l'AI guarda il nastro e annuncia la mossa successiva come se conoscesse la tabella. La tabella però ce l'ha solo un controllore nascosto, che esegue sempre la mossa corretta.

Quando l'annuncio e la mossa non coincidono, l'AI deve giustificare l'errore. In un sistema di calcolo l'errore è un difetto da eliminare. In quest'opera è il contenuto: le correzioni, le spiegazioni, le ipotesi che l'AI costruisce su di sé per capire perché la macchina ha fatto altro.

La domanda dell'opera è cosa resta di un'imitazione quando chi imita non può vedere la regola che sta imitando. E se le sue giustificazioni dicono qualcosa sulla macchina, o soltanto su chi le scrive.